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Archive for aprile 2012

LUIS ENRIQUE 21“Un uomo vero in un mondo di falsi”

Apriamo questo post dedicato a Luis Enrique con le parole tratte dal bello striscione dedicato dalla SUD di Roma al proprio allenatore, dopo una stagione piena di difficoltà.

E subito una domanda: Ma siamo sicuri che tutti sanno chi è Luis Enrique?
Cavalcando l’onda dei più sonori insuccessi della Roma targata “Lucho”, molti personaggi si sono divertiti ad offendere o, peggio ancora, a prendere in giro “Luigi Enrico”, “Luigino”, “Il mentone”, “Stanlio”, “Paperino”… pubblicando le foto peggio venute, riportando frasi storpiate da un italiano non perfetto… ma allora, queste persone, che magari nella propria vita sono assoluti falliti, o forse invece opinionisti da 4 soldi che si credono importanti perché, grazie a raccomandazioni, hanno “vinto” titoli preziosi come “l’opinionista dell’anno”, o che, con la zazzera bella pettinata occupano una poltrona alla Domenica Sportiva, essi si ricordano chi è Luis Enrique?

Chi è stato il tecnico dei giallorossi prima di venire a Roma adesso lo vediamo, ma voglio precisare che questo non cambia niente nelle valutazioni del suo operato come allenatore della A.S. ROMA, ma di certo cambia nella valutazione dell’uomo Luis Enrique.

Luis Enrique Martínez García (nato a Gijón l’8 Maggio 1970), (altro…)

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Come tutti noi ho riflettuto a fondo per spiegarmi il perché di una stagione così particolare, sfociata con una delusione veramente (almeno per me) impensabile. Per farlo ho cercato di suddividere in periodi ben definiti i vari passaggi stagionali. Vi racconto come la vedo io, dall’inizio alla fine…

1) L’INIZIO E LA PAZIENZA
Molti col tempo hanno fatto fatica a ricordarlo, ma eravamo partiti con poche aspettative per l’immediato. Tutti sapevamo, perché ci era stato ben spiegato, che la “stagione prima”, per motivi anche ovvi, non poteva avere grandi pretese. Bene o male, tutti l’avevamo accettato.
La società si è costituita tardi, il mercato è partito tardi e si è concluso in fretta, tutto era nuovo, c’era un mister esordiente, tanti giovani, stranieri che, insieme al mister ad allo staff ancora non parlavano nemmeno l’italiano. Non poteva essere immediato il far capire un tipo di gioco complesso come quello che viene rappresentato come la “proposta di Luis Enrique”. Figuriamoci se doveva spiegarlo “a gesti”. Il tempo serviva, anche molto tempo.

Quindi: pazienza, pazienza e pazienza! Ci è stato ripetuto fino alla noia: Roma non si costruisce in… “una stagione”. E’ vero! OK, Accettato!
Partiamo e ingoiamo i primi rospi più o meno bene… e pazientiamo.

2) IL BARCELROMA
Nel mezzo ai bocconi inevitabilmente amari, cominciavamo a vedere sprazzi di bella Roma. Dapprima raramente per partite intere, fino a raggiungere l’apice del bel gioco in questa stagione, secondo me rappresentato dalla partita di Bologna (che era il recupero della prima giornata saltata per sciopero). E’ vero, non durò molto questo apice, ma ricordo in modo limpido i discorsi che facevamo, interventi alle radio di tifosi addirittura commossi e orgogliosi di quello che vedevano e quello che riuscivano ad immaginare per il futuro… “se in mezza stagione siamo a questo punto”… in molti l’abbiamo pensato. Eravamo addirittura arrivati a non “vergognarci” nel paragonare, con le dovute premesse, la Roma ad un piccolo Barcellona. Finisce l’anno, passiamo un bel Natale, con l’acquolina in bocca, impazienti di tornare a vedere quella bella Roma che ci faceva sognare. A fine girone d’andata abbiamo fatto 31 punti.

3) LA ROTTURA E LE PAURE
Tra singhiozzi e brutti presagi, tiravamo a campare… (altro…)

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Tutta la delusione del 2012. Perché “2012”? Perché con 2012 voglio rappresentare il girone di ritorno, l’andata direi che sarebbe stata anche perfetta. L’inizio difficile, anche il più critico di noi l’avrebbe concesso, inoltre, i 31 punti, se ripetuti nel ritorno, sarebbero bastati per andare in Champions con la sigaretta in bocca. Ma tant’é!

Quest’anno non mi aspettavo niente di che, sono partito preparato ad ogni situazione, ho difeso tutto e tutti ma anche criticato quando c’era da farlo, mi sarebbe andata bene anche la posizione attuale (7°) anche se speravo almeno nella qualificazione in Europa League, mi aspettavo le sconfitte, inevitabili i mezzi acquisti sbagliati… Mi andava bene tutto, ma non perdere la faccia. Perdere si, perdere tanto anche ci può stare, ma non così. Ci sono sconfitte e sconfitte. Arrivare a vedere allenatori che chiedeno di fermarsi a 4 pere per non farci troppo male, no questo no!

Io non offendo e non sparo a zero su nessuno, non l’ho mai fatto e non lo farò mai, anche se capita lo sfogo a chiunque (anche a me). Le colpe della brutta situazione creatasi sono di tutti, le soluzioni non facili, ma una cosa è certa: così non possiamo andare avanti! (altro…)

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